Max Linder
al Teatro Nazionale
Max Linder è venuto a Roma a compiere un'opera di carita; è venuto a sue spese; tutto il ricavato dalle rappresentazioni; è a beneficio della Croce Rossa Italiana. Bisogna anzitutto essere grato a lui di questo gesto; e oltre che a lui, al Re Riccardi che ha organizzato questa tournée, dando anche lui la faticosa opera sua a uno scopo altamente patriottico.
Max Linder è stato accolto al suo apparire da uno scrosciante applauso interminato. Egli aveva immaginato uno sketch, metà recitato, metà cinematografo, in cui tutta la sua abilità di attore comico che a volte compie le più laboriose impreso prendesse rilievo, Ieri sera, Max Linder fu inesauribile. In quella film - Max député - il popolarissimo attore trasse dalle situazioni bizzarre tutto un'onda di comicità ininterrotta che la fece seguire dalla più fervida simpatia del pubblico imponente che s'abbandonava alla più irresistibile ilarità. Max Linder ebbe vere ovazioni.
La brillantissima serata diede luogo anche a una vibrante manifestazione di amicizia italo-francese e gl'inni nazionali e la "Marsigliese" furono ascoltati in piedi dal pubblico fra impetuose acclamazioni e grida di Viva la Francia e di Viva l'Italia!
Assieme al giocondissimo e arguissimo Max Linder, che con tanto entusiasmo il pubblico romano conobbe personalmente, furono molto festeggiati i valorosi artisti della sua compagnia, le signorine Marcelle Yrven, Renée Baltha; Marcelle Monthil, Fabris e Rysor ed il signor Rouvière.
La sala era gremita. L'incasso superò le duemila lire e, de tratto le spese del teatro e i diritti d'autore, Max Linder versò alla Croce Rossa Italiana la somma di lire 1277 che rappresentava la parte d'utili a lui spettante su la rappresentazione.
Stasera, seconda recita di Max Linder e certamente un'altra piena. Il pubblico romano seguirà con grande interesse queste divertenti e patriottiche rappresentazioni del beniamino del pubblico cinematografico e gli dirà ogni sera i suoi sentimenti di ammirazione, di solidarietà e di riconoscenza. (La Tribuna, 29.5.1915)